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Amo correre fra le braccia del vento, sentire l'odore di salsedine, amo il temporale d'estate e il sole d'inverno, le lande desolate del nord e il placido mare, amo il sapore di cioccolata sulle labbra, amo chiudere gli occhi e viaggiare...
Sono tante le cose che possono dirsi odiate, troppe per una persona, troppe per essere trascritte.


† Sonata Arctica † Nightwish † Within Temptation † Timeless Miracle † Xandria † Eternal Tears of Sorrow † Dark Tranquillity † Dark Lunacy † Blind Guardian † Amorphis † Moonspell † After Forever † Kamelot † Theatre of Tragedy † Therion † Poets Of The Fall † Theatres des Vampires † Vampiria † Evanescence † Stratovarius † Evenfall † Cradle of Filth † Epica † Norther † Celesty † DivineFire † Moonsorrow † In Flames † Apocalyptica Dream Theater † Iron Maiden † Trivium † Ulver † Necrophagist † Deicide † Tarja Turunen † Leaves' Eyes † Lacuna Coil † Ensiferum † DragonForce † Imperia † Killswitch Engage † In Thy Dreams † Immortal † Finntroll † Aina † Altaria † Dragonland † Dreamtime † At the Gates † Infernal Poetry † Children of Bodom † Vader † Diablo Swing Orchestra † Immemorial † Rhapsody † Helloween † Gamma Ray † Korpiklaani † Evergrey † Celtic Frost † Haggard † DrammaGothica † Within Y † In thy Dreams † Elis † Delain † Anathema † Doomsword † Aquaria † Angra † Krypteria † Karelia † Tarot † Northern Kings † Ayreon † Evergrey † Liv kristine † Queensryche † The Used † Yellowcard † Tristania † Sirenia † The LoveCrave †

*loading* gocce di sangue


Sistemare il template.
Trovare la mia essenza.
Tornare ai Deathless eclipse< br/>
Non essere indecisa
Che lui si muova
Evolution Fest
Sbarazzarmi dei vincoli
Non rendere conto a nessuno delle mie azioni
Non parlare

Parlarci.
Fregarmene del parere della gente

Versione # 7 del blog, dedicata al mio sogno e progetto, del quale ne porta il nome. Oscurita' immortale, sogno notturno, luce nascosta: caratteristiche che lo distinguono. Ottimizzato per una riisoluzione di 1280 x 1024.
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mercoledì, 17 giugno 2009
Trasferita|Nel cono d'ombra di LadySelii|
Luogo dell'Eclissi:
sabato, 30 maggio 2009
A volte ritornano...(cit.)A volte mi ricordo che esiste ancora un blog chiamato "Deathless Eclipse", il mio primo blog, che contiene larghe fette di vita.
Certo rileggendo dei vecchi interventi sara' probabile che abbia qualche tentazione di strapparmi i capelli (i miei stupendi capelli tinti male!), o tirarmi un sonoro ceffone. Pero'. Neo diciasettenne. Ultimo anno da minorenne. Non mi sembra vero. E' tutto strano: madre, amici, affetti, scuola, progetti. Conto di finire entro la fine dell'estate "La sposa in nero", di modo che lo possa consegnare per intero e non a capitoli a Loredana, mamma della cara So, per avere il suo parere. Ho chiuso definitivamente Eralia in un cassetto. Non getto pero' la chiave: non si sa mai, forse un giorno avro' di nuovo voglia di continuare quel fantasy infantile, e di renderlo noto al mondo. Per ora, pero', la mia principale preoccupazione e' quella di arrivare pronta per l'ultimo compito in classe dell'anno (su Virgilio e l'Eneide, ovviamente in latino) e sopravvivere agli esami dell'FCE (First Certificate Exam). Un'impresa. Oh, e evitare il debito di matematica, cosa che reputo assai piu' impegnativa di tutto quello che ho citato sopra. E intanto, ogni volta che ripenso a questo blog ormai in decadenza, mi dico: basta. Pero'. Pero'. |Nel cono d'ombra di SeleneEralia|
Luogo dell'Eclissi: delirium, diem ex die
martedì, 28 aprile 2009
Life is just an illusionWhat he started is lost now
What he started was the beginning of the old decade of illusions Probabilmente quando Sabine registrò la canzone non prevedeva di morire a breve. Probabilmente non immaginava che una ragazza sedicenne avrebbe usato queste parole per definire tutto quello che la circondava. Vi consiglio di sentire la canzone: A new decade, degli Elis. Non è strano né nuovo che io indugi in riflessioni del genere, riflessiomi che mi portano immancabilmente a disprezzare la vita e ad esaltare la Morte come momento della Liberazione da ogni dolore. La Vita non èaltro che un cammino verso la Morte. Lungo o breve che sia... "L'essere delle cose finite in quanto tale è quello di avere come proprio in sé il germe del trapassare, l'ora della loro nascita è l'ora della loro morte." Il tempo scorre, incurante. Cancella. Tutto. Non rimangono nemmeno i ricordi. Nati dalla cenere, alla cenere torniamo. Sono sicura che il mio primo professore di Filosofia sarebbe ben lieto di sentirmi riprendere le nozioni che ci ha insegnato lui. Anche lui mi manca. Quel vecchio professore tutto pieno di sé che si voleva far chiamare Dioniso. L'unico docente che notò la mia natura triste. E' riuscito a farmi amare la Filosofia, amore che incontra un forte ostacolonella figura del nuovo insegnante. Nulla riesce a farmi cambiuare idea riguardo alla visione pessimistica che pervade la mia vita. Nulla e nessuno, purtroppo. Solo il mio pragmatismo mi consente di andare avanti. la consapevolezza di avere degli obiettivi a cui puntare, scopi da perseguire. Mi sembra davvero di vivere un'illusione, un sogno da cui mi sveglierò soltanto nel momento in cui la mia vita biologica giungerà al termine. Ma non so nemmeno se esiste una vita spirituale, oltre a quella biologica. Seguo Democrito per quanto riguarda la sua concezione di anima, può servire a chiarire le idee? La vita è una continua discesa e risalita dell'Inferno, ammesso che esista, cosa su cui ho dei dubbi. L'uomo cammina troppo in fretta. Cerca troppe risposte. E intanto distrugge. Qual è il fine di ciò? L'eternità? Ma esiste, l'eternità? Ashes to ashes, cenere alla cenere.
|Nel cono d'ombra di SeleneEralia|
Luogo dell'Eclissi: delirium, diem ex die, speculum mentis, de gelidis finibus, timor et metus, de solitudine, de mente languente, de animi aegritudine, de maerore
domenica, 19 aprile 2009
Delain - Frozen|Nel cono d'ombra di SeleneEralia|
Luogo dell'Eclissi:
venerdì, 10 aprile 2009
Censura!Buongiorno a tutti, o lettori esistenti e/o non. Da tanto tempo non mi faccio sentire, il mio silenzio è paragonabile a quello delle sirene descritto da Kafka nella sua parabola, insomma, la presenza assente, un po' come quella di Achille nell'Iliade.
Come sto?
Beh, diciamo che hanno censurato il giornale del mio Liceo, sì, L'Urlo, a cui tengo tanto e che amo tanto.
Motivo? La presenza di un'immagine in copertina raffigurante il Pontefice con un preservativo al posto del copricapo, a significare la nostra posizione riguardo le parole di Sua Santità sull'inutilità del preservativo nella lotta all'AIDS. Ora, capisco che forse la suddetta vignetta era di livello un po' basso, ma arrivare a far strappare le prime pagine e poi far ritirare TUTTE le copie mi sembra piuttosto irrispettoso nei nostri confronti, perché siamo gente che ha lavorato per produrre un numero non insignificante, abbiamo scritto gli articoli, impaginato, stampato: insomma, io personalmente sono andata in paranoia! Non credo che sacrificare tutto il nostro lavoro sia giusto né tantomeno democratico! Preciso che il nostro intento, inoltre, non era affatto quello di arrecare "vilipendio alla religione" né offendere il Papa! Caspita, dovremmo essere in un paese libero... e si vede!
Link al blog dell'Urlo: http://redazioneurlo.splinder.com
Link all'articolo sul Corriere della Sera: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_aprile_9/beccaria_liceo_ritirato_giornalino_urlo_vignetta_papa_contraccezione-1501168931574.shtml
Link al secondo articolo del Corriere: http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_09/urlo_commenti_b768f7b2-252b-11de-a682-00144f02aabc.shtml
Link all'articolo in prima pagina su CronacaCity Milano: http://www.milano.cronacacity.com/?p=899
|Nel cono d'ombra di SeleneEralia|
Luogo dell'Eclissi: diem ex die, de bello beccariotico
giovedì, 26 febbraio 2009
E febbraio ven giocondo..S'i fosse fuoco, arderei 'l mondo;
s'i fosse vento, lo tempestarei; s'i fosse acqua, i' l'annegherei; s'i fosse Dio, mandereil' en profondo; s'i fosse papa, allor serei giocondo, ché tutti cristiani imbrigarei; s'i fosse 'mperator, ben lo farei; a tutti tagliarei lo capo a tondo. S'i fosse morte, andarei a mi' padre; s'i fosse vita, non starei con lui; similemente faria da mi' madre. Si fosse Cecco com'i' sono e fui, torrei le donne giovani e leggiadre: le zoppe e vecchie lasserei altrui. Cecco Angiolieri va bene per descrivere un po' il carnevale... Anche se l'atmosfera qui non e' delle piu' allegre. Come sempre. La via della virtu' passa per il peccato, ma del resto e' tutto relativo. La preoccupazione sta sfiorando picchi vertiginosi: dove sei, pazzo? cosa ti sei fatto? La demenza e' giunta al massimo, e la capacita' di mantenere un filo razionale nei discorsi si e' ridotta molto dall'ultima volta che ho scritto. Post prevalentemente negativi e pessimisti, ecco di cosa si sta riempiendo il mio amato blog. Ma voglio dare un ritocco alla grafica. A volte cambiare serve. |Nel cono d'ombra di SeleneEralia|
Luogo dell'Eclissi: delirium, de amore, diem ex die, speculum mentis, timor et metus, de animi aegritudine, de animi impeto
mercoledì, 31 dicembre 2008
2009E siamo di nuovo alla fine di un altro anno. Ogni volta che finisce qualcosa, provo una sensazione deprimente. Ma ogni fine porta un nuovo inizio, e mi sforzo di guardare a esso: il 2008 ormai è agli sgoccioli, il 2009 sta per arrivare, con chissà quante sorprese e delusioni. I propositi? Uhm, non mi piace pensarci ora. C'è tempo. |Nel cono d'ombra di SeleneEralia|
Luogo dell'Eclissi: delirium, diem ex die
giovedì, 25 dicembre 2008
PrologoNon sempre ciò in cui speriamo si avvera, e molto spesso non abbiamo la libertà ditrovare la nostra via personale verso la felicità: qualcun altro ne ha già stabilito la direzione, il verso, l'obiettivo finale. Che possiamo fare? Seguire questa strada che non ci condurrà mai a casa? Voltarsi per cercare un'altra, col rischio di incappare in un bivio e perdere anche quella piccola, per quanto indesiderata, certezza? Oppure prendere coraggio e lanciarsi verso il vuoto, senza conoscere ciò che ci aspetta, ignorando la natura di tutto quello che è al di là del precipizio? ci schianteremo sul fondo del burrone? O ci sarà qualcosa ad attutire la nostra caduta? Inoltre, ne vale la pena? vale la pena di gettare all'aria tutte le verità finora acquisite per ricominciare? Per inseguire una fragile speranza o un oscuro segreto? Non ci resta che seguire la voce dell'istinto, più che della ragione: l'istinto è direttamente connesso ai sentimenti più reconditi, la ragione è la parte di noi che lotta contro i nostri desideri nascosti.
Un pezzo scritto una sera, in preda a una rabbia mischiata a disperazione... PostScriptum: Prometto, e stavolta sul serio, che sta per finire il Ciclo di Efeso. Inoltre sono assolutamente consapevole del fatto che devo ottimizzare la grafica, così non va! questa va bene per una risoluzione alta (1280 x 1024), già a 1024 x 800 non si vede un cavolo. Rimedio. |Nel cono d'ombra di SeleneEralia|
Luogo dell'Eclissi: scriptorium, la sposa in nero
martedì, 09 dicembre 2008
In MemoriamEra una splendida notte senza luna. Il cielo era costellato da miriadi di stelle, che sembravano ammiccare a quelle due ragazze che stavano entrando nel cimitero, come per dimostrare la loro simpatia.
Nel camposanto in cui i defunti venivano commemorati con splendide lapidi non giacevano corpi in decomposizione, ossa consumate dai secoli, volti di teschi ghignanti deformati dalla polvere degli anni. In quel luogo lontano e dimenticato, nel quale gli unici indicatori del tempo che passava erano il sole e la luna, l'alternarsi ciclico del giorno e della notte, un eterno susseguirsi di giorni, mesi, stagioni, piogge e neve; quel posto abbandonato dalla grazia divina, trascurato da mani umane, lì regnava sovrano Cronos. Era il dominio del Tempo, eppure esisteva da oltre la memoria potesse rammentare, ed esiste, e continuerà ad esistere. Struggenti epigrammi, dolci epitaffi, pietre tombali impregnate di ricordi ancora vivi e pulsanti, nonostante essi siano ormai freddi e giacciano nell'oblio. Il contatto con il marmo freddo fece rabbrividire Iris, ma nonostante ciò continuò a ricalcare col dito l'iscrizione sulla lapide polverosa. Persa in una sorta di estatica ammirazione, Calista, intanto, contemplava il malinconico fiorire delle rose blu, che sotto i raggi lunari riflettevano una vaga sfumatura violacea sui petali che sembravano morbidi schizzi di colore sulla tela di un pittore romantico. Una dolce e triste melodia si diffuse nell'aria, come per dare il benvenuto alle visitatrici di quel santuario remoto. La malinconica musica pareva invitarle a seguirla, ed esse, come in una onirica fantasia, le obbedirono e si lasciarono cullare dalle sue note suadenti e allo stesso tempo strazianti, per quanto erano intrise dell'idea della fragilità della vita e della tragica fatalità della morte. Non percepirono nessun movimento, non un fruscio che tradisse una qualche presenza, soltanto il fischiare leggero e quasi impercettibile di una brezza gelida come le lande desolate dell'immenso Nord. Non riuscivano a capire la plantimetria del luogo, poiché sembrava loro che ci fossero mille ingressi e sentieri lastricati in aggiunta ai quali le tombe tutte differenti non le aiutavano di certo ad orientarsi in quello che aveva tutta l'aria di essere un labirinto fatto di marmo ed edera. Le voci dell'ombra e dell'aria, però, le guidavano con premura attraverso la leggera nebbia che si stava formando ai loro piedi e saliva con lentezza, carezzando le vesti delle due fanciulle, mentre minuscole gocce di umidità giocavano con le loro lunghe chiome. Il profilo sfocato e vago di una costruzione cominciò a delinearsi nella foschia, definendosi più chiaramente man mano che si avvicinavano, e poterono scorgere le colonne in ordine corinzio di un tempio greco, riuscendo anche a distinguere diverse scene del fregio, il quale probabilmente raffigurava una sorta di processione. In cima alla scalinata presero forma due alte figure, dapprima indistinte, apparendo in un secondo momento in tutta la loro fulgida maestà. Davanti a loro si stagliavano immobili due donne bellissime, forse dee nella loro statuaria perfezione. Erano gemelle, indentiche dalla testa ai piedi, a parte per le vesti e alcuni particolari: una aveva i capelli neri come l'ala del corvo, quelli dell'altra erano candidi come le piume della pernice delle nevi; inoltre gli occhi delle prima erano di un enigmatico viola intenso, quelli della seconda erano caldi come oro colato. La loro pelle era chiarissima, color avorio, anche se sembrava senza consistenza, come quella dei fantasmi che probabilmente dimoravano in quel santuario solitario. D'istinto seppero che il nome della donna dai capelli bianchi e gli occhi dorati era Mneme, anche se non riuscivano a comprendere il motivo di tale certezza, sapendo soltanto che il suo nome si era come impresso a chiare lettere nelle loro menti. Ella prese a parlare, la sua voce chiara, limpida e musicale come le notedi un pianoforte suonate dalle mani di un esperto e abile musicista. -Benvenute nel nostro regno. Io e mia sorella siamo liete di accogliervi tra le nostre creature. Siate ospiti felici di un luogo in cui la solitudine domina sovrana; vogliate illuminare con la vostra presenza il pensiero triste che aleggia qui dentro. -I vostri cuori sono puri,- continuò l'altra donna. Notarono che la voce di questa, a differenza di quella di Mneme, era morbida, bassa e misteriosa, a ricordare le note gravi e vibrate di un'arpa. -I vostri cuori sono ancora puri e giovani, quasi fossero primule quando le ultime nevi si sciolgono e cedono il posto al sole primaverile; come le acque delle sorgenti invernali, così i vostri animi sono cristallini. Tutto in voi è testimone di innocenza. Eppure un grave dolore pesa su di voi, opprimendo la vostra gioia, e io, Lethe, posso soltanto offrirvi come aiuto la dolcezza dell'oblio, ma non potete trovare rifugio nella dimenticanza, poiché sarete come private di una parte di voi. Una parte importante, per quanto dolorosa: infatti senza di essa il vostro passato è vuoto, e conoscete l'importanza della consapevolezza di esso. - Riprese a parlare Mneme: - Noi siamo figlie di Sophia. Difatti Oblio e Memoria nascono entrambe dalla Conoscenza soltanto nella conoscenza esiste il ricordo, e soltanto nella conoscenza esiste la dimenticanza. L'uomo ricorda ciò che conosce, e viceversa: se dimentica qualche fatto, lo dimentica perché lo ha precedentemente conosciuto. Nel momeno in cui il fatto si oscura, viene perso, ma ciò avviene soltanto coe conseguenza dell'acquisizione.- Il discorso passò a Lethe: -Spesso voi esseri umani tenete poco conto di tutto questo e lasciate che l'oblio entri nelle vostre esistenze. Ove passa, lì la conoscenza viene sottratta, e dove essa manca, lì si forma il vuoto.- Intervenne di nuovo la sorella: -Tutte le conoscenze perse e mai recuperate giacciono qui, e noi ne siamo custodi, in attesa di qualcuno che ne reclami la proprietà e venga alla loro ricerca; abbiamo aspettato anni, decenni, secoli, e ciò non è accaduto. Ma le nostre vite sono immortali ma eternamente intersecate con quella dell'intero cosmo: se esso cessasse di esistere, noi continueremmo a vivere, ma saremmo senza scopo, significato, né consistenza, al pari di pallide ombre trapassate.- -Forse non vedremo mai le cripte che custodiamo svuotarsi e i loro ospiti riprendere vita, ma sicuramente il vostro arrivo ci riempie di speranza, la speranza che almeno parte dell'umanità sia cosciente dell'importanza della memoria. Ora andate, e riacquisite i vostri ricordi, i quali vi appartengono, vi sono sempre appartenuti e sempre vi apparterranno, ma ricordate: voi siete giunte qui perché questo luogo esiste dentro di voi, ed è così per ognuno, ma purtroppo troppo spesso giace abbandonato e ignorato.- "E qui, su petali di rose e gigli, giace in attesa la Coscienza, senza pace, nella disperazione, poiché ella è perduta nel buio senza fine, dimenticata e sepolta con indifferenza, e la sua voce ignorata senza rimorsi."
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Luogo dell'Eclissi: delirium, scriptorium, diem ex die, speculum mentis, scripti vacui, de gelidis finibus, dicenda est, timor et metus, de solitudine, de mente languente, de animi aegritudine
venerdì, 21 novembre 2008
TornataFinalmente, ieri sono riuscita ad acquistare il mio tanto sospirato netbook. Finalmente vedo le pagine a colori! wow. |Nel cono d'ombra di SeleneEralia|
Luogo dell'Eclissi: diem ex die
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