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Nome: Lady In The Moonlight
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Amo correre fra le braccia del vento, sentire l'odore di salsedine, amo il temporale d'estate e il sole d'inverno, le lande desolate del nord e il placido mare, amo il sapore di cioccolata sulle labbra, amo chiudere gli occhi e viaggiare...
Sono tante le cose che possono dirsi odiate, troppe per una persona, troppe per essere trascritte.


† Sonata Arctica † Nightwish † Within Temptation † Timeless Miracle † Xandria † Eternal Tears of Sorrow † Dark Tranquillity † Dark Lunacy † Blind Guardian † Amorphis † Moonspell † After Forever † Kamelot † Theatre of Tragedy † Therion † Poets Of The Fall † Theatres des Vampires † Vampiria † Evanescence † Stratovarius † Evenfall † Cradle of Filth † Epica † Norther † Celesty † DivineFire † Moonsorrow † In Flames † Apocalyptica Dream Theater † Iron Maiden † Trivium † Ulver † Necrophagist † Deicide † Tarja Turunen † Leaves' Eyes † Lacuna Coil † Ensiferum † DragonForce † Imperia † Killswitch Engage † In Thy Dreams † Immortal † Finntroll † Aina † Altaria † Dragonland † Dreamtime † At the Gates † Infernal Poetry † Children of Bodom † Vader † Diablo Swing Orchestra † Immemorial † Rhapsody † Helloween † Gamma Ray † Korpiklaani † Evergrey † Celtic Frost † Haggard † DrammaGothica † Within Y † In thy Dreams † Elis † Delain † Anathema † Doomsword † Aquaria † Angra † Krypteria † Karelia † Tarot † Northern Kings † Ayreon † Evergrey † Liv kristine † Queensryche † The Used † Yellowcard † Tristania † Sirenia † The LoveCrave †

*loading* gocce di sangue


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Non essere indecisa
Che lui si muova
Evolution Fest
Sbarazzarmi dei vincoli
Non rendere conto a nessuno delle mie azioni
Non parlare

Parlarci.
Fregarmene del parere della gente

Versione # 7 del blog, dedicata al mio sogno e progetto, del quale ne porta il nome. Oscurita' immortale, sogno notturno, luce nascosta: caratteristiche che lo distinguono. Ottimizzato per una riisoluzione di 1280 x 1024.
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martedì, 28 aprile 2009
Life is just an illusionWhat he started is lost now
What he started was the beginning of the old decade of illusions Probabilmente quando Sabine registrò la canzone non prevedeva di morire a breve. Probabilmente non immaginava che una ragazza sedicenne avrebbe usato queste parole per definire tutto quello che la circondava. Vi consiglio di sentire la canzone: A new decade, degli Elis. Non è strano né nuovo che io indugi in riflessioni del genere, riflessiomi che mi portano immancabilmente a disprezzare la vita e ad esaltare la Morte come momento della Liberazione da ogni dolore. La Vita non èaltro che un cammino verso la Morte. Lungo o breve che sia... "L'essere delle cose finite in quanto tale è quello di avere come proprio in sé il germe del trapassare, l'ora della loro nascita è l'ora della loro morte." Il tempo scorre, incurante. Cancella. Tutto. Non rimangono nemmeno i ricordi. Nati dalla cenere, alla cenere torniamo. Sono sicura che il mio primo professore di Filosofia sarebbe ben lieto di sentirmi riprendere le nozioni che ci ha insegnato lui. Anche lui mi manca. Quel vecchio professore tutto pieno di sé che si voleva far chiamare Dioniso. L'unico docente che notò la mia natura triste. E' riuscito a farmi amare la Filosofia, amore che incontra un forte ostacolonella figura del nuovo insegnante. Nulla riesce a farmi cambiuare idea riguardo alla visione pessimistica che pervade la mia vita. Nulla e nessuno, purtroppo. Solo il mio pragmatismo mi consente di andare avanti. la consapevolezza di avere degli obiettivi a cui puntare, scopi da perseguire. Mi sembra davvero di vivere un'illusione, un sogno da cui mi sveglierò soltanto nel momento in cui la mia vita biologica giungerà al termine. Ma non so nemmeno se esiste una vita spirituale, oltre a quella biologica. Seguo Democrito per quanto riguarda la sua concezione di anima, può servire a chiarire le idee? La vita è una continua discesa e risalita dell'Inferno, ammesso che esista, cosa su cui ho dei dubbi. L'uomo cammina troppo in fretta. Cerca troppe risposte. E intanto distrugge. Qual è il fine di ciò? L'eternità? Ma esiste, l'eternità? Ashes to ashes, cenere alla cenere.
|Nel cono d'ombra di SeleneEralia|
Luogo dell'Eclissi: delirium, diem ex die, speculum mentis, de gelidis finibus, timor et metus, de solitudine, de mente languente, de animi aegritudine, de maerore
martedì, 09 dicembre 2008
In MemoriamEra una splendida notte senza luna. Il cielo era costellato da miriadi di stelle, che sembravano ammiccare a quelle due ragazze che stavano entrando nel cimitero, come per dimostrare la loro simpatia.
Nel camposanto in cui i defunti venivano commemorati con splendide lapidi non giacevano corpi in decomposizione, ossa consumate dai secoli, volti di teschi ghignanti deformati dalla polvere degli anni. In quel luogo lontano e dimenticato, nel quale gli unici indicatori del tempo che passava erano il sole e la luna, l'alternarsi ciclico del giorno e della notte, un eterno susseguirsi di giorni, mesi, stagioni, piogge e neve; quel posto abbandonato dalla grazia divina, trascurato da mani umane, lì regnava sovrano Cronos. Era il dominio del Tempo, eppure esisteva da oltre la memoria potesse rammentare, ed esiste, e continuerà ad esistere. Struggenti epigrammi, dolci epitaffi, pietre tombali impregnate di ricordi ancora vivi e pulsanti, nonostante essi siano ormai freddi e giacciano nell'oblio. Il contatto con il marmo freddo fece rabbrividire Iris, ma nonostante ciò continuò a ricalcare col dito l'iscrizione sulla lapide polverosa. Persa in una sorta di estatica ammirazione, Calista, intanto, contemplava il malinconico fiorire delle rose blu, che sotto i raggi lunari riflettevano una vaga sfumatura violacea sui petali che sembravano morbidi schizzi di colore sulla tela di un pittore romantico. Una dolce e triste melodia si diffuse nell'aria, come per dare il benvenuto alle visitatrici di quel santuario remoto. La malinconica musica pareva invitarle a seguirla, ed esse, come in una onirica fantasia, le obbedirono e si lasciarono cullare dalle sue note suadenti e allo stesso tempo strazianti, per quanto erano intrise dell'idea della fragilità della vita e della tragica fatalità della morte. Non percepirono nessun movimento, non un fruscio che tradisse una qualche presenza, soltanto il fischiare leggero e quasi impercettibile di una brezza gelida come le lande desolate dell'immenso Nord. Non riuscivano a capire la plantimetria del luogo, poiché sembrava loro che ci fossero mille ingressi e sentieri lastricati in aggiunta ai quali le tombe tutte differenti non le aiutavano di certo ad orientarsi in quello che aveva tutta l'aria di essere un labirinto fatto di marmo ed edera. Le voci dell'ombra e dell'aria, però, le guidavano con premura attraverso la leggera nebbia che si stava formando ai loro piedi e saliva con lentezza, carezzando le vesti delle due fanciulle, mentre minuscole gocce di umidità giocavano con le loro lunghe chiome. Il profilo sfocato e vago di una costruzione cominciò a delinearsi nella foschia, definendosi più chiaramente man mano che si avvicinavano, e poterono scorgere le colonne in ordine corinzio di un tempio greco, riuscendo anche a distinguere diverse scene del fregio, il quale probabilmente raffigurava una sorta di processione. In cima alla scalinata presero forma due alte figure, dapprima indistinte, apparendo in un secondo momento in tutta la loro fulgida maestà. Davanti a loro si stagliavano immobili due donne bellissime, forse dee nella loro statuaria perfezione. Erano gemelle, indentiche dalla testa ai piedi, a parte per le vesti e alcuni particolari: una aveva i capelli neri come l'ala del corvo, quelli dell'altra erano candidi come le piume della pernice delle nevi; inoltre gli occhi delle prima erano di un enigmatico viola intenso, quelli della seconda erano caldi come oro colato. La loro pelle era chiarissima, color avorio, anche se sembrava senza consistenza, come quella dei fantasmi che probabilmente dimoravano in quel santuario solitario. D'istinto seppero che il nome della donna dai capelli bianchi e gli occhi dorati era Mneme, anche se non riuscivano a comprendere il motivo di tale certezza, sapendo soltanto che il suo nome si era come impresso a chiare lettere nelle loro menti. Ella prese a parlare, la sua voce chiara, limpida e musicale come le notedi un pianoforte suonate dalle mani di un esperto e abile musicista. -Benvenute nel nostro regno. Io e mia sorella siamo liete di accogliervi tra le nostre creature. Siate ospiti felici di un luogo in cui la solitudine domina sovrana; vogliate illuminare con la vostra presenza il pensiero triste che aleggia qui dentro. -I vostri cuori sono puri,- continuò l'altra donna. Notarono che la voce di questa, a differenza di quella di Mneme, era morbida, bassa e misteriosa, a ricordare le note gravi e vibrate di un'arpa. -I vostri cuori sono ancora puri e giovani, quasi fossero primule quando le ultime nevi si sciolgono e cedono il posto al sole primaverile; come le acque delle sorgenti invernali, così i vostri animi sono cristallini. Tutto in voi è testimone di innocenza. Eppure un grave dolore pesa su di voi, opprimendo la vostra gioia, e io, Lethe, posso soltanto offrirvi come aiuto la dolcezza dell'oblio, ma non potete trovare rifugio nella dimenticanza, poiché sarete come private di una parte di voi. Una parte importante, per quanto dolorosa: infatti senza di essa il vostro passato è vuoto, e conoscete l'importanza della consapevolezza di esso. - Riprese a parlare Mneme: - Noi siamo figlie di Sophia. Difatti Oblio e Memoria nascono entrambe dalla Conoscenza soltanto nella conoscenza esiste il ricordo, e soltanto nella conoscenza esiste la dimenticanza. L'uomo ricorda ciò che conosce, e viceversa: se dimentica qualche fatto, lo dimentica perché lo ha precedentemente conosciuto. Nel momeno in cui il fatto si oscura, viene perso, ma ciò avviene soltanto coe conseguenza dell'acquisizione.- Il discorso passò a Lethe: -Spesso voi esseri umani tenete poco conto di tutto questo e lasciate che l'oblio entri nelle vostre esistenze. Ove passa, lì la conoscenza viene sottratta, e dove essa manca, lì si forma il vuoto.- Intervenne di nuovo la sorella: -Tutte le conoscenze perse e mai recuperate giacciono qui, e noi ne siamo custodi, in attesa di qualcuno che ne reclami la proprietà e venga alla loro ricerca; abbiamo aspettato anni, decenni, secoli, e ciò non è accaduto. Ma le nostre vite sono immortali ma eternamente intersecate con quella dell'intero cosmo: se esso cessasse di esistere, noi continueremmo a vivere, ma saremmo senza scopo, significato, né consistenza, al pari di pallide ombre trapassate.- -Forse non vedremo mai le cripte che custodiamo svuotarsi e i loro ospiti riprendere vita, ma sicuramente il vostro arrivo ci riempie di speranza, la speranza che almeno parte dell'umanità sia cosciente dell'importanza della memoria. Ora andate, e riacquisite i vostri ricordi, i quali vi appartengono, vi sono sempre appartenuti e sempre vi apparterranno, ma ricordate: voi siete giunte qui perché questo luogo esiste dentro di voi, ed è così per ognuno, ma purtroppo troppo spesso giace abbandonato e ignorato.- "E qui, su petali di rose e gigli, giace in attesa la Coscienza, senza pace, nella disperazione, poiché ella è perduta nel buio senza fine, dimenticata e sepolta con indifferenza, e la sua voce ignorata senza rimorsi."
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domenica, 02 novembre 2008
SamhainNotte tra il 31 ottobre e il primo novembre.
L'antico capodanno celtico, ora Halloween. Un nuovo inizio. L'inizio della meta' oscura dell'anno. Mi ha portato riflessioni. Guardo al futuro. Cosa vedo? Me stessa. Cosa saro'? Tanta confusione. Dove saro'? Anche questo mi e' ignoto. E allora, non mi resta che affacciarmi alla finestra e godermi il panorama. ![]() |Nel cono d'ombra di SeleneEralia|
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domenica, 28 settembre 2008
Carried AwayFrammenti di pensiero giungono trasportati dal vento della follia....
Raggi di delirio forano la superficie del torbido fiume della coscienza.... |Nel cono d'ombra di SeleneEralia|
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domenica, 06 luglio 2008
netlogUn'altro sito inutile, un'altra iscrizione, un altro frammento di me sparso per il web. In realta' e' il secondo profilo su netlog, e chissa' come, luca e' riuscito a convincermi a tornarci. e vabbe'.
http://it.netlog.com/DeathlessEclipse bene, oltre a questo che altro c'e' da scrivere? La mia adorazione per il nome selene e' cresciuta dopo aver visto "underworld" e il sequel. E ho ripreso a disegnare. Lapoesia di una rosa non si esaurisce in un cimitero, ne' sulle rive di un lago, ne' sotto la luna. Una rosa, fiore cosi' superbo, non e' solo petali vellutati e squisito profumo. Non e' solo' simbolo di belle gotiche e amore eterno. una rosa e' anche dolore e rimpianto, memorie perdute e sacrifici mai fatti, una rosa e' anche sangue, ferite nella pelle e nel cuore. Una rosa e' poesia. Una rosa e' crudelta'. ![]() |Nel cono d'ombra di SeleneEralia|
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domenica, 29 giugno 2008
MuroCome un muro forte e senza crepe, cosi' le pesanti gocce si abbattono contro le persiane accostate. Sbircio, e vedo la furia del temporale, l'acqua che scorre, i lampi, sento i tuoni...Sembra la fine del mondo, alcuni hanno paura, suonano gli antifurti: io sono calma, mi sento in pace, col modo, e con me stessa. la pioggia, il diluvio estivo, e' una di quelle poche cose che hanno effetto benefico sui nervi, veemenza che soffoca il caldo, forza benefica. Il vento sferza la magnolia di ronte, cadono le foglie, i petali bianchi, come lacrime e ombre passate, gialle le foglie, bianchi i petali. la strada diventa un pantano, sembra un canale sporco, quasi il Naviglio d'autunno. Eppure.....Non si vede traccia di gente, tuttele persone che stavano in piedi fuori dalla gelateria si sono dileguate, chi dentro alla gelateria stessa, chi scappato in sella alla propria moto. Il maniaco sotto casa, che dal finestrino dell'auto mi aveva mandato un fischio quando ero uscita poco fa, anche quello, fuggito, quasi senza tracce. Non riesco a non sorridere, tanta catastrofe per una cosa cosi' normale e pacifica.
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sabato, 14 giugno 2008
Le rondiniTorniamo a rendere questo posto il diario di una mente delirante....ieri sera, affacciandomi alla finestra, ho visto uno stormo di rondini che passavano....mi sono detta:"sveglia, ragazza, e' estate! che fai d'estate? sii felice, e' arrivato il caldo, il sole, la bella stagione! sorridi!" ....Non ci riesco, non posso! se questa e' estate, allora io sono una balenottera azzurra...Se questo e' caldo, allora mi trovo al circolo polare artico.. se il tempo e' bello.......gia', ma piantiamola con questi patetici esempi. Alessia sta passando un brutto periodo, la scuola e' finita all'improvviso, e non ho potuto salutare per bene chi volevo, questo mio essere distaccato che sta capovolgendo il mio carattere...questo mio essere acida con tutti, e il modo in cui me ne frego della gente... saranno gli altri a cercarmi, e a dovermi sopportare, io ho chiuso col mondo...non sembra un po' emo? Eppure non sono depressa, assolutamente...mi sento bene, ma non sono felice, certo non saro' mai felice, ma sono serena, eppure non sorrido....e se lo faccio, e' solo un sorrisetto di circostanza, falso e freddo. E questo mio essere scazzata al massimo...non ho mai voglia di fare niente, apro msn solo raramente, perche' non mi va di parlare alla gente...non sono misantropa, ma in questo periodo mi piacerebbe stare in silezio..ho parlato troppo, ho ascoltato troppo, ora voglio sentire solo il silenzio intorno a me.
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venerdì, 09 maggio 2008
Raggio di lunaRays of moon are dancing with the tide,a perfect sight, a world devine...
Era my selene. Penso alla luna di ieri sera, uno spicchio nititdo e poetico, e alla mia voglia di fare qualcosa. Non so, qualcosa di....non solito. andare in giro a scrivere voodu' ok, ma...boh. sono stanca, e mi sono appena svegliata. cominciamo bene. |Nel cono d'ombra di SeleneEralia|
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lunedì, 07 aprile 2008
Anette VS TarjaDopo aver visto Nemo, Wish i had an angel, end of all hope, bless the child, amaranth, bye bye beautiful, e i live, mi sono convinta che non riusciro' ad accettare anette. Non che non sia brava o che abbia una brutta voce, ma perche' dopo aver sentito nemo cantata da anette ho seriamente rimpianto tarja. E' completamente diversa! tutto e' diverso. certo, cosi' come non riesco a immaginare i vecchi brani con la voce di anette, dark passion play suonerebbe male con tarja. |Nel cono d'ombra di SeleneEralia|
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mercoledì, 26 marzo 2008
Metà Onéiratos, Dià OneirátonàéC'era una volta una bambina, piccolina, con un brutto naso. Essa odiava il proprio naso, anche perche' tutti le dicevano che era brutto. La nonna, una buona donna, la convinse a rassegnarsi e a non pensarci, poiche', crescendo, il difetto si sarebbe ovviato da sé. La bambina viveva con questa cara nonnina, che le voleva bene, perché i genitori erano troppo poveri per poterla tenere con loro. Lei non vide mai i genitori durante la sua infanzia. Loro le erano estranei, e poteva farne a meno, anche perché vivevano in un'altro paese, molto lontano, e le sembrava che si fossero dimenticati di lei. Gli anni passarono, e un bel giorno d'estate, vide sua mamma che la salutava. Non la riconobbe e si strinse alla nonna. Ma la nonna la spinse tra le braccia della donna, che, tra le lacrime, la tenne stretta e le chiese scusa per non esserci stata per cinque anni. Un mese dopo, portò la bambina nel paese in cui viveva, in cui la lingua, i costumi, la religione erano completamente diversi da quelli che finora la bimba aveva conosciuto. Da quel momento la piccola cominciò a chiudersi: gli altri bambini la ignoravano o la prendevano in giro, le facevano i dispetti, la facevano piangere. Aveva paura della gente: erano tutti cosi' alti, cosi' diversi dalla gente a cui era abituata. E che nasi grandi! GRandi e deformi, tanto che quasi pensò che il suo fosse migliore. Crebbe, e si rifugiò in un mondo nuovo: la sua Fantasia. Amava leggere, e sua madre ne era contenta: era felice che la sua figliola non pensasse tanto a giocare quanto a leggere. Da quando aveva imparato a leggere, infatti, la bimba passava tutto il tempo sui libri che trovava per casa. Presto la mamma cominciò a comprargliene altri, dato che quelli che erano a casa non bastavano. Viaggiava, leggendo. Le pareva di non trovarsi più nel mondo grigio che la circondava. Si isolò sempre di più, viveva nel mondo creato da lei, tanto che le insegnanti cominciarono a preoccuparsi. Ma presto arrivo' nella sua vita una cosa nuova e fino ad allora sconosciuta: l'Amicizia. Due bambini, che prima le facevano i dispetti, ora cominciarono ad esserle amici, e cosi' riuscirono a tenerla a galla, salvandola dal rischio di annegare nelle sue fantasie. Dopo dieci anni, nei quali la bimba maturò rimanendo però sempre la stessa sognatrice, le rimasero sempre accanto, a volte più presenti, altre meno, però sempre pronti ad ascoltarla e a sorreggerla. Intanto, dopo anni di isolamento, la bambina aveva cominciato ad aprirsi, anche se poco e con pochi. Nell'età della pubertà, che precede l'adolescenza, conobbe un'altra ragazza come lei, timida e chiusa, e questa divenne la sua amica piu' intima. In quegli anni sperimentò per la prima volta lo struggimento che si prova quando ci si sente attratti da qualcuno, senza però mai essere ricambiati. Sempre in quegli anni, nella sua vita entrò un'altro elemento che l'avrebbe condizionata per tutto l'avvenire: la musica. Inizialmente furono gruppi di poco conto, nei cui cui testi però si riconosceva: era rimasta infatti una ragazza che vivena in una dimensione diversa da quella reale. Poi, pian piano, altri generi di musica, altri testi, altre melodie cominciarono a rapirla... E si ritrovò in un'altro mondo, anche questo frutto della sua fantasia, in cui veniva proiettata dalla musica che ascoltava....un mondo oscuro, cupo, triste, fatto di lunghi abiti neri e bianchi, e il rosso era l'unico tocco di colore... Un mondo in cui le Tombe erano venerate e le lapidi avevano le forme più grandiose e belle, un mondo fatto di manieri tenebrosi e affascinanti vampiri, un mondo da cui è soggiogata tuttora. Delle varie dimensioni della sua fantasia lasciava tracce nei suoi racconti: amava infatti scrivere. Inizialmente erano storielle di streghette intelligenti, poi divennero storie tragiche di amori non corrisposti e di morti strazianti, dopo furono racconti ambientati in luoghi mitici, irraggiungibili, frutto completamente della fantasia, in cui vigeva ancora la legge dell'onore cavalleresco e coraggiosi e nobili cavalieri con i loro draghi sconfiggevano le forze oscure del Male, Dame intrepide che combattevano come uomini, misteriosi Elfi che custodivano i segreti delle Foreste... Infine ci fu di nuovo un cambiamento, e i suoi racconti furono incentrati su vampiri, eclissi ed eventi strani e oscuri, sul trionfo della Morte, storie ambientate in bui manieri o cimiteri inquietanti, sempre in notti di luna piena o comunque di notte. La Luna esercitava una misteriosa e oscura attrazione sulla ragazza e spesso era oggetto di culto nelle sue storie. La Luna era la Signora, lontana, fredda, incostante. L'età ideale della ragazza erano i 17 anni: tutte le sue protagoniste erano circa di quell'età, e lei non vedeva l'ora di arrivarci. Il titolo significa "Con il Sogno, Attraverso i Sogni" ed e' (assai ovvio) in greco. Colgo l'occasione per dire che ho intenzione di trascrivere presto la seconda parte del Ciclo di Efeso (se non vi ricordate, e sarebbe comprensibile, si consiglia di ripescare la prima parte dalla categoria apposita), cosi' potrete continuare a chiedervi chi sia la protagonista... |Nel cono d'ombra di SeleneEralia|
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